Con La legge di donna Matilde ( Arkadia 2025, p. 209, € 16,00), già protagonista di Dolci Sante e Marescialli, (Arkadia, 2017) Giampaolo Cassitta si conferma stakanovista della penna: pubblica – pressoché in contemporanea (e a due mani) con Pier Luigi Piredda – Aria Mossa. Storia di una protesta e delle sue ombre nel carcere di Sassari, 3 aprile 2000 (Il Maestrale, p.242, € 20,00).
Registri di scrittura plurimi, – dal romanzo al libro intervista e di testimonianza, al libro inchiesta; opinionista sulla Nuova Sardegna, curatore di programmi radio: instancabile nelle sistole di eticità della sua notevole produzione.
Donna Matilde è la first lady di Roccabuiedda, pasticciera del celebrato paese del miele, moglie del vicesindaco Antonio Truddesu.
Un centro del Sassarese, dove personaggi rodati danno vita ad una calibrata commedia degli equivoci.
Il Maresciallo Fabotti (deus ex machina in salsa sabauda, a suo modo in continuità storica del “dominio” piemontese, ben attento a che le circostanze prendano la via corretta), la moglie Mariassunta e la figlia Rita; il fidato brigadiere Lando Brandi.
Altresì piemontese è Assenzio Malagonti dell’ufficio postale. Poi il conflitto tra comunisti e democristiani, con Libero Comissu all’opposizione del sindaco Giuseppe Assentu (che condivide la leadership, forse subendola, con Salvisto Belrossu della Cgil, l’intransigente “non mi sposto”).
Romanzo comunque lontano dai registri dell’eterno conflitto tra Peppone e Don Camillo di Guareschi.
Marcato il ruolo femminile – una matrilinearità evidente, e molte sono le interpreti: Matilde, Ritanna la moglie del droghiere; Marcorita Pingiolu, edicolante fotografa e la cassiera del bar, la procace Gianrita Artiosu.
Poi il parroco don Martino – attento ai codici di un’Italia bacchettona, ma tollerante verso le case chiuse, garanzia della pace familiare.
Il farmacista Massimo Derisu puttaniere impenitente e fiero oppositore della legge Merlin, che si avvale dell’avvocato Mersichino Stintu in una crociata per la salvezza dei bordelli di Sassari, in nome del maggioritario voto monarchico al referendum che istituì la Repubblica.
I personaggi hanno onomastica di fantasia, sardizzata dalle finali in u, e la loro graduata comparsa contestualizza e accompagna la narrazione, introducendo gli elementi il cui crescendo è farsi romanzo.
Una commedia degli equivoci che i personaggi animano per coppie contrapposte e per divisione di genere:
uomini e donne, donne ed eleganza – le gerarchie dei gusti; democristiani e comunisti, ma anche comunisti e sindacato e tutti sotto l’egida di parroco, sindaco e carabinieri.
Un canovaccio simpatico (quelli bravi direbbero plot narrativo) dove pubblicità e turismo si intravedono, le marche sono Carpenè, Ferrania, Bosh, Yuman, Matilde tutta panna (ma non era Susanna? Pitupitum!) e Punt e Mes, e lo Strega.

E la fantastica aspichinina del dottor Stellino Pisu, panacea di tutti i mali assieme al ghiaccio ed una dormitina, il suo “modo minimalista di praticare la medicina”.
È una narrazione scandita dal calendario: fine dicembre primi di febbraio. Di fantasia – ben attenta alla cronaca della quale si avvale rifacendosi a YouTube ed agli archivi della Nuova Sardegna.
Scritta con acutezza: come quando deduciamo il prezzo della Nuova da una battuta – mi dai il resto di £ 20? Mi avevi dato £ 50? per impegnarci nella sottrazione e scoprire, sorridendo, £ 30 a copia, oggi € 0,15! e la Nuova costa € 1,60.
Roccabuiedda è un sistema caotico che tende all’equilibrio mediante il codice binario degli opposti e dei sottoinsiemi– PCI DC, uomo donna – nelle dinamiche sociali di una guerra dimenticata ed una democrazia tutta da costruire, ben dentro l’evoluzione del costume che la neonata televisione fa intravedere, sognando di moda e turismo.
Lascia e raddoppia di Mike Bongiorno e il Festival di Sanremo richiamano il notabilato locale a “Montecitorio”, così è noto il bar del paese. TV, come diceva Tullio De Mauro, vero unificatore culturale e linguistico dell’Italia.
Il conflitto nasce per la possibilità data alla pasticciera Matilde ed al marito vicesindaco, di rappresentare Roccabuiedda al Festival di Sanremo con i suoi dolci ispirati alle canzoni, cui si oppongono i comunisti, facendo sì che i lavori di potenziamento elettrico della Società Elettrica Sarda coincidano con le date del Festival, impedendone la visione.
Le vivremo tutte, dal ricatto al gemellaggio con Sanremo.
Con un colpo di scena finale. Anzi due, visto che trionferà l’outsider Domenico Modugno, anche grazie – forse – ai cannoli blu di donna Matilde ed alle sue ambizioni egoistiche e promozionali.
Perché se il diavolo fa le pentole e forse anche i coperchi, qualcuno ne sa sempre una più di lui.
Ruggero Roggio
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