I comitati di quartiere per la sicurezza e lo sviluppo
Per decenni, la Sardegna è stata percepita come un’isola immune dal fenomeno mafioso e dai circuiti criminali del resto d’Italia.
Questa convinzione è stata tragicamente smentita da fatti e indagini che rivelano una realtà ben diversa. Oggi, l’isola è un terreno fertile per le infiltrazioni di stampo camorristico, mafioso e ‘ndranghetista.
Un’iniziativa come quella promossa dal comitato di quartiere “Orgosoleddu” a Olbia, che si è svolta il 5 settembre in Piazza Nassyria alle ore 21.00, ha voluto proprio porre l’accento su questa nuova e pericolosa realtà, sottolineando come la lotta alla criminalità organizzata sia un impegno quotidiano e collettivo.
L’evento, arricchito dalla partecipazione del gruppo folk di Olbia e dal coro “Sos Astores“, ha dimostrato come la cultura e l’arte possano essere strumenti potenti per veicolare messaggi di legalità.
La criminalità in Sardegna è cambiata.
Se un tempo si parlava di banditismo rurale, oggi si è passati a una forma di crimine di tipo mafioso, che abbandona la violenza eclatante per operare nell’ombra.
I nuovi mafiosi non sono figure marginali, ma personaggi che si infiltrano nel tessuto economico e politico, riciclando denaro sporco e manipolando appalti pubblici. Questa subdola metamorfosi rende la lotta alla mafia più complessa che mai, perché il potere si esercita attraverso la corruzione e il controllo finanziario.
Tuttavia, il volto più violento e organizzato del crimine in Sardegna si manifesta ancora in modo eclatante, in particolare con il fenomeno degli assalti ai portavalori.
Questi crimini, con la loro pianificazione militare e l’uso di mezzi pesanti ed esplosivi, non sono atti isolati di delinquenza comune, ma chiari segnali della presenza di una criminalità organizzata che punta a ingenti bottini per finanziare le sue attività illecite. La preparazione e la logistica di questi assalti dimostrano che dietro c’è una rete criminale complessa, capace di operare in modo coordinato e di investire ingenti risorse.
Di fronte a questa minaccia, la risposta non può che essere una maggiore consapevolezza e un’azione civica dal basso. È qui che entrano in gioco i comitati di quartiere.
Spesso sottovalutati, essi sono in realtà presidi fondamentali di democrazia e legalità, fungendo da sentinelle della comunità.
La loro forza risiede nella profonda conoscenza del territorio e nella capacità di cogliere i segnali di allarme che possono sfuggire alle autorità.
Promuovendo eventi come quello di Orgosoleddu, non solo educano e sensibilizzano la popolazione sui pericoli della mafia, ma rafforzano anche il senso di comunità e la fiducia reciproca, elementi essenziali per resistere alle infiltrazioni criminali.
L’iniziativa olbiese, con la proiezione del film “Era d’estate“, ha saputo cogliere l’essenza di questa lotta, mostrando l’umanità di Falcone e Borsellino e ricordandoci che la legalità è un valore da difendere ogni giorno.
Il loro esempio, come quello di tutti coloro che hanno combattuto la mafia, ci insegna che l’impegno per la giustizia è una scelta di vita e un atto di coraggio che può essere compiuto da chiunque, nel proprio ambito.
Cristina Oggiano






