In punta di cuore


A Olbia, 18 dicembre alle ore 17.00, l’Associazione “Amici della biblioteca” di Olbia ha accolto un evento letterario di grande risonanza emotiva e culturale: la presentazione del libro “Sette Racconti in Punta di Cuore” di Francesca Speranza, insignita del prestigioso Premio Fratelli Grimm 2025.

L’opera, una raccolta che ha saputo toccare le corde più intime della giuria, promette di fare lo stesso con i lettori di tutte le età. Si tratta di racconti che, come suggerisce il titolo stesso, “vanno dritti al cuore di tutti, ragazzi e adulti” offrendo spunti di riflessione e calde emozioni perfette per la stagione.

L’incontro è stato moderato da una voce particolarmente legata al territorio e all’autrice stessa. “Sono orgogliosa di aver presentato il bellissimo volume e dialogato con il pubblico e con Francesca” afferma la docente Cristina Oggiano, che ha accompagnato il pubblico alla scoperta delle pagine di Francesca.

I meravigliosi intermezzi musicali sono stati curati dal Maestro Alessandro Sammatrice.

Questo legame intimo tra l’organizzatrice e il paese natale di Francesca Speranza ha aggiunto un livello di autenticità e calore alla presentazione, trasformata in un vero e proprio abbraccio culturale tra la Gallura e la Baronia.

I “Sette Racconti in Punta di Cuore” si inseriscono in modo ideale nel clima delle festività. Con le sue narrazioni toccanti e universali, il libro si presta magnificamente a diventare una lettura da condividere sotto l’albero, un regalo che nutre l’anima in un periodo in cui la ricerca di calore umano e di storie significative è più sentita.

Di seguito l’intervista di Cristina Oggiano, valente collaboratrice di Voci di Siniscola, a Francesca Speranza.

NdR

DALLA BARONIA AL PREMIO GRIMM

Francesca Speranza, autrice di “Sette racconti in punta di cuore”, ha recentemente conquistato il prestigioso Primo Premio “Fratelli Grimm” 2025, confermandosi come una delle voci più sensibili. La sua raccolta, un mosaico di storie che toccano le corde più intime dell’animo umano, ha rapito la giuria e il pubblico. L’abbiamo incontrata per farci raccontare il suo percorso, tra radici piemontesi, un’identità sarda d’adozione e un amore incondizionato per le parole.

C.O: Francesca, congratulazioni per la vittoria. “Sette racconti in punta di cuore” ha riscosso un successo straordinario. Partiamo dalle sue origini: lei è nata a Torino, ma la Sardegna è diventata la sua terra d’elezione. Quanto ha influito questa “doppia patria” nella sua formazione e nella sua scrittura?

F.S: Grazie infinite. Sono nata a Torino il 28 aprile del 1989, ma la vera svolta nella mia vita è arrivata a sei anni, quando ci siamo trasferiti a Siniscola, il paese d’origine di mia madre. È lì che sono cresciuta, frequentando le scuole fino al liceo scientifico, ed è lì che la Sardegna mi ha adottata. La Sardegna, con i suoi ritmi, la sua natura potente e la sua comunità, è stata la mia vera palestra emotiva. Credo che essere stata sarda d’adozione mi abbia fornito uno sguardo privilegiato: la capacità di osservare con curiosità, pur mantenendo il calore e la profondità tipici dell’isola.

C.O: Dopo il liceo, la sua formazione ha preso una direzione specifica, quella delle Lingue e Culture Europee ed Extraeuropee a Cagliari, per poi virare verso il Digital Marketing l’anno scorso. Come si conciliano studi così diversi con l’atto della scrittura narrativa?

F.S: A prima vista possono sembrare percorsi distanti, ma in realtà sono complementari. L’amore per la letteratura, che mi accompagna fin da bambina, mi ha spinta verso gli studi linguistici: la parola, la sua struttura, le sue sfumature culturali. Ho la grande fortuna di poter leggere la letteratura straniera, che amo moltissimo, spesso in lingua originale. Il Master in Digital Marketing, conseguito l’anno scorso, invece, mi ha aperto al mondo della comunicazione contemporanea e alla diffusione del racconto in nuove forme. Entrambi gli ambiti, alla fine, parlano di comunicazione e storie.

C.O: Torniamo all’origine di tutto: il suo amore per la letteratura. Quali sono stati gli autori che hanno acceso la scintilla durante la sua infanzia e come sono evoluti i suoi gusti di lettura?

F.S: La scintilla è scoccata molto presto, ero affascinata dalla narrazione e dalla poesia fin da bambina. Tra gli autori che porto nel cuore per aver segnato i miei primi anni ci sono Bianca Pitzorno e Lia Levi, capaci di raccontare la complessità del mondo ai più giovani, ma anche l’immaginifico di Italo Calvino e la maestria di Gianni Rodari. Non dimentico Luis Sepúlveda, una voce profondamente sensibile.
Crescendo, i miei gusti sono rimasti volutamente eterogenei, continuo ad amare spaziare tra generi e autori diversissimi. Negli ultimi tempi, però, sto dedicando sempre più spazio alla poesia. Ho riletto con una nuova consapevolezza autori come William Blake, William Wordsworth e Charles Baudelaire. Li trovo sorprendentemente attuali e vicini, capaci di scavare nell’essenza umana.

C.O: “Sette racconti in punta di cuore” ha convinto la giuria per la sua delicatezza e profondità. Cosa spera che i lettori traggano dalla sua opera? E quali sono i suoi progetti futuri?

F. S: Spero che i lettori trovino in queste storie un piccolo specchio in cui riflettere le proprie emozioni, anche quelle più nascoste. La “punta di cuore” nel titolo vuole essere proprio questo: toccare le cose con delicatezza ma con intensità, provando a dare voce a ciò che spesso rimane inespresso. Per quanto riguarda il futuro, sono già al lavoro su un nuovo progetto, probabilmente più lungo e di respiro più ampio. L’unica certezza è che non smetterò mai di cercare la storia giusta da raccontare.

C.O: La ringraziamo per il suo tempo e Le auguriamo un futuro ricco di nuove, emozionanti storie.

F.S:
Grazie a voi.

Cristina Oggiano

Articolo precedenteSiamo noi l’anello debole
Articolo successivoSapere tutto o forse no.