Carissimi ragazzi,
è sempre una bella emozione leggere il vostro giornale.
Oggi ci coglie un po’ di tristezza, sapendo che per qualche mese ci mancherà l’appuntamento con voi e con il vostro sereno approccio a moltissimi temi della nostra società.
Abbiamo condiviso con voi anche questo anno scolastico e vi abbiamo seguito nelle vostre escursioni sui più svariati argomenti, cogliendo sempre l’originalità del vostro punto di vista e il vostro ragionare chiaro e semplice.
Anche questo numero ci porta a ragionare di tanti temi, dall’importanza del benessere psicofisico fino ai pesci di tanti colori che rallegrano gli acquari, passando per questioni altamente rilevanti dal punto di vista politico come la mancanza di strade che determina l’isolamento e lo spopolamento di tantissimi centri.
Non mancano gli sguardi all’arte e allo sport o il racconto di esperienze gratificanti in paesi lontani oppure ragionare su complessi di inferiorità che aggrovigliano le menti in percorsi di coppia frustranti e pericolosi.
Uno sguardo locale al nostro endemico frutto della Pompia e anche a cronache gialle del nostro tempo.
Particolarmente approfondito lo sguardo ad un nuovo tipo di razzismo, quasi che appartenere a diverse etnie sia sinonimo di tendenze delinquenziali mentre rappresenta invece il tentativo di certe maggioranze di scaricare su fantomatici nemici le difficoltà di governare in tempi oggettivamente difficili.
Uno sguardo di analisi sulle prove di maturità, su questo passaggio fondamentale nella vita di uno studente ci porta un po’ alla storia della scuola, al suo evolversi da una scuola d’élite a una aperta e a disposizione di tutti, con necessari e inevitabili riflessi sul concetto stesso di esame conclusivo di un percorso scolastico.
Grazie ancora ragazzi per averci fatto vivere con voi un anno di sguardi impegnati e curiosi su tutti ciò che ci circonda.
Per quelli che si avviano all’università anche in sedi diverse un grande augurio e un invito a raccontare anche nel nostro blog le loro nuove esperienze.
Per quelli che ancora restano in questo giornalino un caloroso arrivederci al nuovo anno scolastico.
Antonio Murru
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