Giovanni Francesco Conteddu: magistrato e studioso della realtà locale
Tra i personaggi di maggiore rilievo culturale e istituzionale vissuti a Siniscola tra l’Ottocento e il Novecento figura Giovanni Francesco Conteddu, una figura di spicco a cui è oggi intitolata una delle vie principali del centro abitato.
Conteddu nacque a Siniscola l’11 agosto 1865 da un’agiata famiglia locale. Il suo percorso accademico lo condusse a Roma dove, il 9 luglio 1890, conseguì la laurea in Giurisprudenza, gettando le basi di una brillante carriera magistratuale e forense.
Pochi anni dopo, il 21 aprile 1894, convolò a seconde nozze con Ida Pasqualina Fiori, originaria di Dorgali.
Il suo impegno intellettuale si manifestò pubblicamente nel 1911 con una prolusione in memoria del Cavalier Giovanni Puxeddu Ladu.
L’anno successivo, nel 1912 — nella piena maturità e forte di una solida formazione classica — avviò un’intensa attività di studioso e promotore del territorio.
In quell’anno diede alle stampe per la Tipografia Dessì di Sassari il volumetto “La spiaggia di Santa Lucia di Siniscola”, affiancandolo a un testo di carattere generale sulle torri costiere, Legislazione passata e vigente e atti di amministrazione illustrativi sulle torri litoranee della Sardegna1.
In questo saggio, muovendo dall’analisi delle fonti sulle fortificazioni dell’Isola, Conteddu inaugurò una ricca bibliografia sul tema, affrontando la questione da un’inedita prospettiva economico-giuridica.
Per tale ragione, il testo è tuttora considerato un’opera di fondamentale riferimento sempre attuale per lo studio dei sistemi difensivi costieri sardi.

Parallelamente alla ricerca storica, Conteddu portò avanti un’intensa attività professionale in ambito giuridico e amministrativo,arricchita da pubblicazioni tecniche quali il trattato “Spese nei giudizi di espropriazione (1912)” e lo studio “Responsabilità e infortuni sul lavoro (1914)”.
Nel 1927 fu nominato Commissario regionale per la liquidazione degli usi civici1.
In questo campo dimostrò una notevole sensibilità, tanto da essere tuttora annoverato tra i massimi esperti dell’Isola in materia.
L’alto prestigio maturato gli valse le più importanti onorificenze del Regno: fu nominato Cavaliere della Corona d’Italia nel 1913, Cavaliere dei Santi Maurizio e Lazzaro nel 1922 e Cavaliere Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia nel 1925.
Nel marzo del 1917 aveva intanto raggiunto il vertice della magistratura sarda con la nomina a Consigliere della Corte d’Appello con funzioni di Presidente del Tribunale di Cagliari.
Giovanni Francesco Conteddu si spense a Siniscola il 1° febbraio 1937, e riposa nel cimitero comunale insieme alla moglie Pasqualina Fiori.
Tra le sue opere “La spiaggia di Santa Lucia di Siniscola” rimane la più apprezzata e citata dalla storiografia locale, rappresentando tuttora l’unico studio in grado di ricostruire le prime vicende edilizie e urbanistiche della frazione3.
Il saggio si configura come un punto di riferimento imprescindibile per ripercorrere lo sviluppo della borgata, spaziando dall’archeologia romana e dal Medioevo fino alle soglie del Novecento.
Nei capitoli introduttivi, il testo si presenta inoltre come una vivida fonte di prima mano sul paesaggio costiero dell’epoca, in cui l’autore descrive con toni partecipati le spiagge, le scogliere dominate dalla “vetusta torre” e le caratteristiche dune sabbiose (“montagnette degradanti” generate dall’erosione eolica), restituendo il quadro di un litorale già allora molto amato e frequentato dalla comunità.
Grazie a una profonda sensibilità che univa la formazione umanistica all’indagine archivistica, Conteddu descrisse con accuratezza le origini moderne della località, coniugandole con un’attenzione volta alla sua valorizzazione turistico-culturale (Si veda in proposito l’articolo di Genni Piras dedicato alla costruzione del Porto di La Caletta).
Nel testo offriva, al contempo, preziose informazioni sui reperti di epoca romana emersi copiosamente durante i cantieri dell’epoca.
Di una certa importanza è il riferimento all’antico porto romano che ha dato origine al dibattito sulla localizzazione dell’antico scalo marittimo di Portus Luguidonis.
Per altri versi il saggio informa minuziosamente sulla primitiva chiesa medievale dedicata a Santa Lucia, demolita nel 1908 in seguito all’edificazione del nuovo edificio religioso nel 1878, e sulla storia della Torre di Santa Lucia, della quale ricostruisce le vicende fino all’Ottocento proponendone una datazione.
Antonello Pipere


Note
1A tal proposito si veda il testo di Giannatasio, Grillo, Murru, “Il sistema delle torri costiere in Sardegna”, Erma Editore, Roma 2017, e in particolare, per il riferimento al testo del Conteddu come antesignano nella bibliografica sulle torri costiere, l’articolo di S. Murru, “Le torri costiere nelle fonti bibliografiche”, p. 13.
2La riforma degli usi civici in epoca fascista fu realizzata tramite la Legge n. 1766 del 1927 e il successivo regolamento attuativo (R.D. n. 332 del 1928). Il regime riorganizzò organicamente la materia per favorire la privatizzazione delle terre collettive, agevolare la bonifica integrale e creare una classe di piccoli proprietari terrieri.
3G.F. Conteddu, in La Spiaggia di Santa Lucia, Tip. Dessì, Sassari 1912,







