Amore malato

25 novembre: la paura non è amore

La lettura del volume “Psicologia della violenza di genere” di Luca Milani e Serena Grumi (Vita e pensiero 2019) non può che iniziare con l’amara constatazione che il tema della violenza si conclude troppo spesso nel dramma estremo del femminicidio.

È un dovere morale e istituzionale evidenziare che di fronte a questo fenomeno terribile e persistente, le forze politiche hanno l’obbligo inderogabile di intervenire. Non basta la condanna morale; occorrono misure strutturali, investimenti nella prevenzione, nella formazione, nel potenziamento della rete antiviolenza e nell’efficacia degli strumenti giudiziari. La lotta al femminicidio è una priorità di sicurezza sociale e un indicatore di civiltà per una nazione.

Il percorso di approfondimento toccante e fondamentale che si intraprende con la lettura di “Psicologia della violenza di genere” offre una panoramica profonda e complessa.
Il testo spinge il lettore a riflettere sulla gravità e la pervasività di questo fenomeno.

Una delle prime cose che si comprende è quanto sia fondamentale riconoscere i segnali precoci.
Il libro evidenzia che la violenza non irrompe all’improvviso, ma è spesso anticipata da campanelli d’allarme che, se ignorati, portano a un’escalation.

Questi includono l’isolamento progressivo, il controllo eccessivo (su abiti, amicizie, finanze), la denigrazione costante, gli insulti in privato o in pubblico, e la svalutazione delle capacità della vittima.
L’aggressore, come spiega il testo, mira a minare l’autostima e l’autonomia della partner, creando una dipendenza psicologica.

Il manuale descrive in modo chiaro il ciclo della violenza, un meccanismo che rende difficile l’uscita dalla relazione abusiva. Questo ciclo è composto da diverse fasi:
Fase di tensione: Aumentano i litigi, le offese, il partner diventa irritabile. La vittima cerca di placare l’aggressore per evitare l’esplosione.
-Fase acuta o di aggressione:
La violenza esplode in tutta la sua forma (fisica, sessuale, psicologica).
-Fase della “Luna di Miele” o del pentimento:
L’aggressore chiede scusa, promette di cambiare, è premuroso. Questo rafforza la speranza della vittima che la relazione possa migliorare, legandola nuovamente al partner.
Questa alternanza di abusi e pentimenti confonde la vittima e alimenta la dipendenza, intrappolandola.

Un capitolo che colpisce particolarmente è quello dedicato ai minori vittime di violenza assistita.
Non sono solo testimoni passivi: sono a tutti gli effetti vittime di maltrattamento.

Il libro chiarisce che assistere a episodi di violenza (fisica o psicologica) tra i genitori o caregiver provoca un trauma con conseguenze specifiche sullo sviluppo: problemi emotivi, comportamentali, difficoltà a scuola e un rischio maggiore, in futuro, di essere vittime o autori di violenza. La protezione e la promozione del benessere di questi bambini, spesso in un’ottica diadica mamma-bambino, è cruciale.
Il testo sottolinea che la priorità assoluta per la vittima è la propria sicurezza e quella dei figli.

Le prime azioni che la vittima deve intraprendere sono:
Prendere consapevolezza: riconoscere che si sta vivendo una situazione di violenza, che la responsabilità non è della vittima e che il partner non cambierà senza un intervento esterno.

Chiedere aiuto: Rompere l’isolamento è il passo più difficile ma fondamentale.

Per quanto riguarda a chi rivolgersi, il libro è preciso nell’indicare una rete di supporto specializzata:
Numero Antiviolenza e Stalking (1522): Gratuito, attivo 24H, per una prima consulenza e orientamento.
Centri Antiviolenza (CAV): Sono le strutture specializzate che offrono accoglienza, ascolto, supporto psicologico e legale e, se necessario, ospitalità in case rifugio.
Forze dell’Ordine (112/113): In caso di pericolo imminente o per sporgere denuncia.
Pronto Soccorso: Per ricevere assistenza medica e documentare eventuali lesioni.

Il volume di Milani e Grumi si configura come uno strumento essenziale per professionisti e non, per comprendere la violenza di genere in tutte le sue sfaccettature e, soprattutto, per promuovere strategie efficaci di prevenzione, riconoscimento e supporto.


RICORDA: BISOGNA SEMPRE DENUNCIARE
La denuncia è il primo passo formale per uscire dal ciclo della violenza, ottenere giustizia e avviare il processo di protezione e supporto per sé e per i propri figli. Non sei è sola/o. Chiedere aiuto è un atto di coraggio e autodifesa.
Ecco i numeri da contattare immediatamente secondo le località, oltre quelli già indicati sopra:

Centri Antiviolenza locali

Donna Ceteris Cagliari 070 492400 / 070 8675405
Donne al Traguardo Cagliari (Sedi operative anche a Sestu) 070 2080137 / 333 7001356
Plus Carbonia Carbonia, Sant’Antioco 800 984 434 (Numero Verde)
Plus Iglesias Iglesias 800 821 663 (Numero Verde)
CAV interdistrettuale Sanluri Ambiti PLUS Sanluri e Guspini 380 879876
SA MERE SES TUE San Gavino (Medio Campidano)
ONDA ROSA Nuoro Tel.0784/38883 email:ondarosa.nuoro@tiscali.it dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.00.

Progetto Aurora (CAV) Sassari 800 042 248 (Numero Verde) / 079 210311
Spazio Donna Ozieri 079 4124774 / 379 1241145Centro Antiviolenza Comune/Area Contatti Telefonici
Donna Eleonora Oristano 0783 71286
Prospettiva Donna Olbia-Tempio 0789 27466

Articolo precedenteArmonia, adzutu e calore
Articolo successivoLa voce del Pira – novembre 2025