È sempre difficile in queste feste dove, quasi come un obbligo, deve prevalere una allegria di luci e di suoni con l’abbondanza di una tavola imbandita, riportarci ai valori fondamentali che dovrebbero ispirare queste belle ricorrenze.
Anche in questi giorni bisognerebbe volgere intorno il nostro sguardo, guardare con animo di empatia gli angoli bui di questa nostra società.
La sofferenza degli altri, la solitudine di tante persone deve attraversare come una lama di luce le nostre sicurezze e portarci, pur nella gioia, a ripensare i nostri percorsi, a guardare la proiezione delle nostre vite, a ritrovare in esse il senso di una nuova solidarietà.

Certo non potremmo né dovremmo sprecare il messaggio natalizio che parla dell’amore di un Dio che si è fatto piccolo per rimanere tra i piccoli, che ha rinunciato alla sua forza per privilegiare la debolezza degli umili.
Eppure c’è l’impressione che possa prevalere in questo nostro mondo la legge antica del più forte, il superamento di quelle leggi che andavano a proteggere gli ultimi, l’annullamento di quei diritti che avevamo ritenuto legati ad ogni uomo fin dal primo momento della sua esistenza.
In questi frangenti abbiamo ancora più bisogno di speranze, abbiamo ancora più bisogno di solidarietà e di guardare ancora al prossimo come a noi stessi.
Sicuramente anche nei momenti tragici che la storia ci presenta non può mancare la fiducia in un mondo nuovo, in un mondo che riscopra l’uomo nella sua interezza e in una strada che ci porti tutti ad un nuovo umanesimo di pace e di unione, dove anche la più flebile voce avrà il diritto di essere ascoltata.
E con l’affettuosa voce del nostro blog “Voci di Siniscola” rivolgiamo a tutte le nostre autrici e autori, a tutte le nostre lettrici e lettori l’augurio di Buone Feste:
INVOCAZIONE.
E segniamo ancora
infinite croci
sulle nostre menti
ormai aduse
a tristi novelle
di piccoli morti.
Innocenti vagiti
portati al silenzio
non dalle dolci carezze
di madri premurose
ma dal sordo rumore
di missili e bombe.
Lunghi abbracci
senza speranza
di nuovo respiro
di sillabe dolci
che chiamano
mamma.
Ma tu Bimbo
che illumini il cielo
di splendenti comete
che pieghi i ginocchi
di rudi pastori
che muovi quei passi
ai potenti sovrani
Tu apri le menti
sperdute nel buio
Tu ferma le mani
di violenza pesanti
Tu frena le lingue
che alimentano l’odio
Tu conduci le voci
ad un canto di pace.
Tu bimbo di luce
riporta alla vita
quei bimbi sepolti
dalle guerre dell’uomo
e innalzali al cielo
vibrante preghiera
di un mondo votato
ad una nuova
Umanità.
25 dicembre 2025 (Antonio Murru)
NATALE
Notte de isperantzia lucorosa
chin tropas de isteddos in su chelu
c’accumpannan sos cantos d’un anzèlu
a una loz’iscura e fritorosa.
Una mama chin manu premurosa
sa criatura adornat chin su velu
la mirat e la ninnat chin su zelu
de un’anima de Deus disizosa.
Sos nuntzios de pach’e de allegria
s’isparghen in tzittades e campannas
tempos serenos pro s’umanitate
Unitebos chin bona voluntate
omines de mare e de muntannas
pro chi rennet in terra s’armonia.
Natale 2025 (Antonio Murru)
Antonio Murru
BUON NATALE






