Eravamo un comune montano

Ci è preso un colpo, quando una recente revisione normativa ci spogliava della nostra identità, collocandoci definitivamente tra i comuni costieri. Non per rinnegare la natura di gente di mare ma era dal lontano 1952 che ci chiamavano “comune parzialmente montano”, eravamo abituati così, era naturale.

E poi, insomma, un po’ di rispetto per il nostro Montalbo.

Il dislivello tra la quota altimetrica inferiore e quella superiore maggiore di 600 metri bastava per tenerci dentro. Poi, il 18 febbraio 2026, in quel di Roma, i parametri cambiano e siamo fuori; in buona compagnia, peraltro, tra i comuni del nuorese.

Stesso destino, infatti, per Dorgali, Galtelli, Irgoli, Loculi, Onifai, Orosei, Posada e Torpè.

A parte le divisioni nel giudizio tra “è giusto” e “non è giusto”, la nuova classificazione ha suscitato molte perplessità nei territori interessati, perché quella parolina ci garantiva qualche vantaggio in più e l’accesso a diverse risorse pubbliche, vitali in alcuni settori.

Non potendo che accettare questa sorte, gli addetti ai lavori hanno iniziato a chiedersi:
che ne sarà dell’esenzione IMU per i terreni agricoli in aree montane e collinari?

A chiarire ogni dubbio, interviene il Ministero di Economia e Finanze che, con la Risoluzione n.17/DF del 1 aprile 2026, stabilisce che “l’elenco di cui allo Schema di Regolamento recante i criteri per la classificazione dei comuni montani non è valido ai fini dell’esenzione dall’imposta municipale propria dei terreni agricoli”.

In altre parole: i terreni agricoli nel comune di Siniscola non devono pagare l’IMU per l’anno 2026.
La situazione, quindi, al momento non cambia. In futuro non si sa.

Per nostra fortuna, c’è qualcosa che siamo certi non cambierà mai: il nostro meraviglioso mare da una parte e il nostro altrettanto meraviglioso Montalbo dall’altra.

Ci classifichino come vogliono!

Genni Piras

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