Ti resto accanto: il docufilm girato da chi ha cura
Nessun set, nessuna luce perfetta, nessun copione. Solo uno smartphone e la vita di tutti i giorni di chi si prende cura di un familiare fragile. È questa l’idea alla base di “Ti resto accanto (Storie di cura e amore)”, un docufilm collettivo e senza scopo di lucro che sarà realizzato interamente con i video inviati dai caregiver familiari.
Un progetto che ribalta la prospettiva: chi assiste non è più l’oggetto del racconto, ma ne diventa il regista.
In Italia milioni di persone dedicano la propria vita all’assistenza di un familiare con disabilità, malattia o non autosufficienza.

A volte è una scelta, spesso una necessità.
Senz’altro un atto d’amore, la traduzione in pratica del “questo sei tu” buddista o del principio kantiano del vedere in ogni essere umano un fine e di quello cristiano che invita a non fare all’altro ciò che non vorremmo fosse fatto a noi.
Le persone non smettono di essere persone solo perché il loro funzionamento è deficitario.
Lo sanno bene i caregiver familiari: un welfare invisibile ma indispensabile, che regge ogni giorno una parte enorme del sistema di cura. Sempre di più anche nella nostra bella isola.
Quella di chi si prende cura è una condizione complessa, segnata troppo spesso da isolamento, burnout emotivo e da una mancanza di tutele legislative, sostegno economico e riconoscimento pubblico.
Ed è proprio questa invisibilità che il docufilm vuole spezzare. Perché, come dicono i promotori del progetto, Ti resto accanto è una promessa di resistenza, di memoria e di dignità.
L’idea nasce da EventiAvanti, realtà attiva nell’organizzazione di eventi e spettacoli, che segue lo sviluppo e la realizzazione tecnica del film, e da APS PartyVolontario, che cura la parte organizzativa, amministrativa e i contenuti sociali e solidali.
Fondamentale il supporto di CFU – Coordinamento Nazionale Caregiver Familiari Uniti, la rete nata nell’ottobre 2025 per iniziativa di Alessandra Corradi (portavoce nazionale), Rosa Maltese e Vincenza Zagra. Il coordinamento si batte per ottenere diritti, maggiori tutele e un vero riconoscimento istituzionale della figura del caregiver.
La forza del film non starà nella qualità delle riprese, ma nell’autenticità.
Un’inquadratura mossa, un respiro pesante nella notte, un sorriso rubato in cucina, la stanchezza sul volto già alle prime ore del mattino: sono questi i frammenti che il progetto cerca.
Ai partecipanti non viene data alcuna indicazione di regia.
Ognuno è libero di filmare ciò che ritiene significativo, con lo strumento più semplice e meno invasivo, anche per i propri cari. Il risultato è uno sguardo soggettivo e senza filtri, capace di superare il pudore e di creare un legame diretto con chi guarderà.
Dopo la raccolta, un team di professionisti del montaggio, del sound design e della color correction, guidato da una regia cinematografica esperta, intreccerà i video-diari.
Qui il montaggio diventa vera scrittura: i contributi saranno accostati per analogia, contrasto o risonanza emotiva, e saranno proprio i materiali raccolti a dettare durata e ritmo dell’opera. Un mosaico corale in cui ogni tessera, che sia un gesto di tenerezza, un silenzio o uno sfogo, è unica e necessaria. Preziosa testimonianza di umanità.
L’obiettivo è un documentario dal respiro cinematografico, pensato per festival e rassegne tematiche, per le sale e per le piattaforme video. Ma anche per scuole e luoghi di aggregazione sociale e culturale, accompagnato da incontri a tema.
Uno strumento per creare comunità, alleggerire la solitudine di chi assiste e far conoscere a un pubblico ampio il valore umano, sociale ed economico di chi sceglie di restare accanto, per rendere visibile l’amore e la sua indomita forza.
I caregiver familiari possono aderire fino al 31 dicembre compilando il form sul sito ufficiale.
Tutte le informazioni sono su: https://tirestoaccanto.it/come-partecipare.html
Pasqualina Traccis






