Praticamente da sempre ho cercato testimonianze di Tziu Zoseppe Taras, noto Tziu Poeta, in quanto stimolava molto la mia curiosità il fatto di sentire spesso e nelle occasioni più disparate recitare i suoi versi.
Dentro di me era cresciuta l’idea che quest’uomo aveva lasciato dietro di sé una grande fama e moltissime opere che necessitavano di essere raccolte e tramandate.
Coltivavo la convinzione che la personalità di Tziu Zoseppe fosse piena di sottile ironia verso gli altri e verso se stesso.
Per questo motivo cercavo sempre, nei miei malriusciti tentativi poetici, di parafrasare qualche suo famoso verso, rendendolo peraltro molto riconoscibile.
Fin dalla nascita di questo blog avevo cominciato ad arrovellarmi per cercare di raccogliere materiale su questo nostro concittadino.
Avevo già iniziato ad intervistare Tzia Pinedda, la figlia di 93 anni ancora molto lucida, e stavo cercando le testimonianze che aveva a suo tempo raccolto Larentu Pusceddu, quando mi giunse la telefonata prima e il successivo incontro poi di Marcella Bandinu e di Rossano Baldin.
Come rappresentanti locali di “Alas in bolu”, benemerita associazione di Ossi presieduta da Marieddu De Montis, che tiene in salute e coltiva con amore la nostra lingua natale, avevano accettato l’invito di tenere un incontro a Siniscola dedicato a Tziu Poeta.
Ho accettato con gioia di essere presente e di curare l’introduzione alla serata per onorare questo grande siniscolese.
La riporto qui di seguito sperando di far cosa gradita a chi quella sera non ha potuto far parte del numeroso pubblico presente.

Siniscola – TZIU POETA 24 de maju 2025
Benennitos a custu adzoviu de gabale chi su Sotziu culturale “Alas in bolu” at cherfitu amanidzare in sa idda nostra.
Torramos grassias meta a custu Sotziu e a sa compaesana Marcella Bandinu chi lu rapresentat in Siniscola.
M’at contatu Marcella chi cando l’an propostu de acher in Siniscola custu adzoviu dedicatu a unu poeta de su locu l’est ventu deretu a sa conca Tziu Poeta, Tziu Zoseppe Taras.
E allora è il momento di ricordare qualcosa di questo nostro concittadino.
Solo poche cose per rinnovare una fama che lui aveva goduto per molta parte della sua vita.
Zoseppe Taras è sempre stato conosciuto con il soprannome di “Poeta”, tanto da trasmettere agli altri membri della sua famiglia (e non solo ai discendenti) questo appellativo.
Sappiamo che in sardo un soprannome può connotare un aspetto negativo della persona (istivinzu) oppure avere una doppia funzione di riconoscimento di una qualità o di un segno distintivo di ” una erentzia” e di un casato intero.
Nel caso di Tziu Zoseppe era il riconoscimento della collettività per una dote particolare che lo distingueva e lo metteva al di sopra dei vari facitori di versi che in quel tempo era facile trovare sia nei ‘tzilleris” sia nelle varie occasioni di ritrovo della comunità come matrimoni battesimi, “tusorjos”, uccisione del maiale e le molte altre occasioni che servivano per riunirsi.
Tutti riconoscevano in lui la capacità di trasformare in poesia i vari momenti della vita, dall’aspetto familiare a quello collettivo, dalla tradizione alla religione, dai rapporti umani a quelli più complessi con la realtà che ci circonda.
Tziu Zoseppe Taras è nato a Siniscola nel 1881.
Rimasto orfano a soli tre anni di età trascorre una vita povera di soddisfazioni, provando nella sua pelle i vari mestieri che quella società poteva offrire, dal servo pastore al bracciante, dall’operaio generico nella sua terra al tentativo di emigrazione.
Quest’ultimo effettuato nel corso del ventennio fascista verso Civitavecchia e dintorni di Roma falli miseramente perché la polizia del regime lo costrinse a ritornare a casa.
Da questo fatto nasce forse la sua antipatia (non possiamo chiamarla opposizione) verso i seguaci di Mussolini.
Antipatia trasformata anche questa in versi di lieve ironia verso i fascistelli del posto e verso il loro stesso massimo rappresentante.
Finalmente l’acquisizione del mestiere di mugnaio e l’acquisto di un mulino tutto suo lungo il fiume alimentato dalla sorgente di “Frunch’e Oche” gli permise una buona indipendenza economica e con la stessa la voglia di coltivare al meglio la sua passione poetica.
Il suo poetare si svolgeva in varietà molto note della poesia tradizionale, dalle ottave ai sonetti, dalle mode ai santi al percorso del sentire religioso allora molto presente.
Io conservo la memoria di un uomo dalla figura austera, che camminava dritto davanti a sé, sicuro di sé stesso e delle sue capacità (ma sicuramente non c’è da fidarsi troppo dei ricordi di un bambino).
Mi è spesso capitato di parlare di Tziu Poeta con tante persone, di ritrovare nella memoria di tante persone vari brandelli delle sue poesie, da cui traspariva sempre il grande rispetto per quest’uomo.
Mi sono soffermato spesso con i miei interlocutori sulla caratteristica principale della sua poetica, sulla vena ironica e satirica che pervade tutte le sue opere.
In particolare, mi soffermavo sul suo poemetto “Su cuccu e sa cucca”, dove vengono descritte con freschezza di linguaggio scenette di vita matrimoniale, sulla lunga poesia anche autoironica dove vengono tratteggiati i ritratti di tutti i pastori di Siniscola quando decise di intraprendere quella professione, sulla poesia dedicata a Pasquale Conteddu noto Bussedda e sulle sue qualità militaresche.
Ma Tziu Poeta era capace anche di improvvisare al momento la descrizione di qualche personaggio che incontrava.
Di questa ultima sua caratteristica voglio proporvi un esempio, quando entrando in una casa dove era in corso uno spuntino e trovandovi seduto a tavola un certo Carrone, se ne uscì in questo modo:
Carrone juches mannu su tuturru
mancari sias prinzu che aranzolu
no iscutas l’illonghias su murru
vintzas a ingranire corritholu.
Mancari sias sa tina a cucurru
non bastat a thathare a tie solu
Sin ch’intenden sos cascos de Carrone
dae Santu Sembrichi a Su Barone.
Per chi abbia conosciuto Carrone, vi assicuro che è una fotografia perfetta di questo personaggio.
Proprio parlando tante volte di queste sue caratteristiche con Lorenzo Pusceddu, avevamo vagheggiato l’idea di istituire un premio a Siniscola intitolato a Tziu Poeta e dedicato alla poesia satirica.
Non trovammo molto ascolto e abbandonammo l’idea, oggi ne approfitto per rilanciarla sperando che qualcuno la accolga.
Antonio Murru






