Ennio Porrino. Il testamento spirituale

«Nella musica di Porrino la Sardegna possiede ben più che un insieme di note musicali; la musica di Porrino assicura per sempre alla sua terra, depositaria del grande tesoro, una voce in capitolo nella grande scena del mondo» (F. Karlinger).

Il volume Omaggio a Ennio Porrino, a cura di Felix Karlinger e Giuanne Masala, si apre con un saggio di F. Karlinger su vita, opere vocali, strumentali e teatrali di Ennio Porrino. Segue una «biografia fotografica» del compositore cagliaritano. Marcello Serra, Ramón Bayod y Serrat, Felix Karlinger, Emidio Mucci, Marcella Govoni e Otello Calbi completano la prima parte dell’Omaggio. Una bibliografia degli scritti sul compositore sardo e sulla sua musica, un elenco della sua copiosa produzione poetica e di critico musicale, nonché delle esecuzioni e rappresentazioni di musica porriniana ricordano uno dei maggiori compositori del Novecento, oggi ingiustamente dimenticato.

«L’opera di Porrino, eccellente quant’altra mai nell’ambito della produzione musicale italiana d’oggi, costituisce come un ponte ideale tra la musica popolare della sua terra e le tendenze e le esigenze dell’arte musicale moderna […]. E anche se primo comandamento di un musicologo è quello di evitare i superlativi, è ben vero che dopo Puccini nessun musicista ha dato alla musica italiana tanto quanto Porrino» (F. Karlinger). «Nei canti Porrino getta come un ponte tra la musica popolare e la musica d’arte; nella produzione sinfonica e nei concerti armonizza tradizione e progresso e appartiene agli innovatori della musica strumentale italiana. Nelle opere drammatiche si rileva lo sforzo di Porrino verso un nuovo stile e una nuova forma, e nel suo oratorio Il Processo di Cristo, infine barocco e moderno, toni popolareschi e rigore formale si compongono efficacemente in unità» (F. Karlinger).

«Nella musica di Porrino la Sardegna possiede ben più che un insieme di note musicali; la musica di Porrino assicura per sempre alla sua terra, depositaria del grande tesoro, una voce in capitolo nella grande scena del mondo» (F. Karlinger)


IL TESTAMENTO SPIRITUALE

Il testo integrale del suo Testamento Spirituale fu pubblicato integralmente sull’Osservatore della Domenica (15 novembre 1959), preceduto da questa breve presentazione: «Noi pubblichiamo il Testamento Spirituale non solo per onorare la memoria del Maestro ma anche per dar modo a tutti di avvicinare questa nobile anima che alla sua musica seppe dare un’impronta di così squisita umanità, che in essa provò il piacere di glorificare Dio».

«Cagliari, 1° maggio 1957.
Cara Màlgari, è bene che io stenda due righe che valgano come testamento. Gli eventi della vita sono imprevisti ed imprevista è spesso la morte. Ora, nel mio mondo, ci siete tu e Stefania ed io non posso non preoccuparmi del vostro avvenire, anche nel caso che la sorte mi portasse, improvvisamente, lontano da voi. Sono le 11 antimeridiane, mi trovo nella mia camera numero 128 dell’Albergo Moderno. Giù nella piazza la folla, che attende Sant’Efisio, brulica e a me giunge un lieto vocio che mi sembra appartenere a un altro mondo.

In realtà da molto tempo mi sento distaccato da questa terra e più ancora da una umanità che io sento diversa e lontana dal mio spirito, dai miei principi morali e sociali. L’entusiasmo che oggi gli uomini ripongono in cose banali e volgari e la trascuratezza o il dispregio che mostrano verso i valori della cultura, dello spirito e della bontà; il culto che essi professano per i beni materiali a discapito degli ideali dello spirito e fino a piegarsi alle più basse e continue forme di corruzione; il compromesso e il conformismo cui oggi tutti sembrano aver piegato il proprio carattere e la legge che governa la propria vita civile; gli orientamenti meccanicistici, aritmetici, algebrici verso cui artificiosamente le consorterie internazionali indirizzano la musica, sì che da manifestazioni d’arte e di poesia essa sta divenendo disciplina positiva ed antiumana; la lotta ingiusta e perfida – senza quartiere – che mi vien fatta con tutti i mezzi (i più falsi e i più subdoli) e con la consapevole calunnia; il veder quasi sempre trionfare la cattiveria e la volgarità; tutto ciò mi ha fatto largamente perdere il piacere di vivere, d’abitare questo mondo, di aver contatti e rapporti con gli uomini.

È rimasta per me una sola Isola che io ami e per la quale considero bella e accettabile la vita: è l’isola dei puri affetti, abitata quindi da te, da Stefania, dai miei genitori, da zia Peppina, dai tuoi genitori e da pochi parenti e amici verso i quali si rivolge in quest’ora il mio pensiero e il mio amore.
A chi ha saputo comprendermi, amarmi e, quand’era il caso, perdonarmi, a chi ha avuto per me una parola di conforto e un gesto d’aiuto vada tutta la mia gratitudine! Sono passato in questa terra con la mia malinconia, spesso celata dietro la vivacità di una parola, di un gesto o di un sorriso o dietro il velo del pudore, e con la mia malinconia, ma serenamente, vado verso il regno dell’ombra o della Luce! … Che Iddio mi illumini e mi aiuti, se nel frattempo la mia anima non si sia inaridita tanto da non meritare perdono né conforto. Se di là altri mi attenderanno, non troverò i potenti, ma gli umili, perché sempre verso di essi è andato il mio pensiero e la mia umana pietà; verso i diseredati, gli oppressi, i semplici perché essi erano e sempre saranno i migliori.

A te, Màlgari mia, e a Stefania tutto il mio amore e la mia gratitudine perché mi avete dato i più bei doni rendendomi sposo e padre. Stefania è nelle tue mani, sentine la responsabilità e occupati molto e sempre di lei; fa che cresca buona e intelligente e onesta; ricordati che l’educazione ha una enorme importanza e a questo compito non ti sottrarre, ma anzi dedicatici moltiplicandoti per riempire il vuoto della mia assenza. Non spaventarti e non indietreggiare, sii forte. Io ti sarò vicino, certamente, anche dopo la morte. Pensa alla tua arte e se potrai fare qualcosa per la mia musica, mi ripagherai delle tristezze che gli altri mi hanno fatto soffrire e placherai l’anima mia.

Ricorda che Sardegna, Gli Orazi, Il Processo di Cristo, I Canti dell’esilio e I Shardana sono fra le mie cose migliori che io lascio, per tutti, come mia eredità spirituale. La mia eredità materiale è quella che è e quella che potrà maturare dai diritti delle mie opere. Per amministrarla consigliati con mio padre e con tuo padre che sono uomini d’alto sentire e di rara onestà… Ti prego infine di aderire a questo mio desiderio: aiuta i miei vecchi genitori e zia Peppina. Mi hanno dato tesori di amore, di saggezza, di bontà e consigli e – materialmente – tutto quanto avevano. Hanno per me sacrificato tutta la loro vita e oggi sono soli… Assistili con il tuo amore e con quello di Stefania e vedi di dare loro anche un appoggio finanziario, nei limiti del giusto e del possibile… È giunta l’ora del saluto, Màlgari mia!

Un’onda di tenerezza mi avvolge e di pietà per te che resti sola. Sii forte e buona! Ti ho sposata per starti vicino e proteggerti, oltre che per godere della tua presenza, dei tuoi baci, del tuo amore, ed ora invece sono costretto a lasciarti… Però tu dovrai sempre pensarmi e sentirmi vicino, perché il mio spirito non ti abbandonerà più. Cerca di trovare conforto in Dio e di educare Stefania cristianamente, nella consapevole preghiera, nella coltivazione del suo proprio spirito secondo i più sani principi morali e religiosi. Quante altre cose avrei da dirti, ma sarebbero sempre poche e povere di fronte all’onda di sentimenti che mi affollano lo spirito.

Tante volte ci siamo detti che lassù, su una nuvoletta, c’è una casetta tutta rosa che ci attende. Se avessimo lasciato il mondo assieme ci saremmo andati tutti e tre, tu Stefania e io… invece ora ci vado solo… Se un giorno – il più lontano possibile – tu, con i capelli bianchi, lascerai questa terra e vorrai raggiungermi là, mi troverai perché io ti avrò atteso con pazienza e con amore … Ti abbraccia il tuo Ennio».

DISCOGRAFIA DI ENNIO PORRINO

  1. Io per antico diritto; Ahi! Che il Littore lega le mani, dall’opera Gli Orazi; Orchestra Sinfonica diretta dal Maestro Marzollo (La Voce del Padrone); seconda edizione, in: Grandi voci alla Scala, 1995 (M. Baldini Editore).
  2. Sardegna, Orchestra Sinfonica dell’Eiar, diretta dal Maestro Armando La Rosa Parodi (Cetra).
  3. Valzer di Frida; dal film Equatore; Orchestra Cetra, diretta dal Maestro Barzizza; canto: Nuccia Natali (Parlophon).
  4. Concerto dell’Argentarola; Orchestra dell’Angelicum di Milano, diretta dal Maestro Ennio Porrino, Solista: Mario Gangi (Angelicum LPA).
  5. Disispirata, da Tre Canzoni Italiane (Discoteca di Stato).
  6. Proserpina, Sinfonietta in Re (dei fanciulli) e La Bambola Malata; Orchestra Filarmonica di Roma diretta dal Maestro Nino Bonavolontà (Philips).
  7. Concertino per tromba e orchestra, Orchestra dell’Angelicum di Milano (Angelicum).
  8. Sardegna e Nuraghi (Orchestra Sinfonica della Radio Televisione Rumena, diretta da Nino Bonavolontà), Cagliari 1973.
  9. Compact Disc: Preludio in modo religioso e ostinato; Sonata drammatica; Canti della schiavitù; Due canti in stile sardo, Tre liriche trobadoriche; Tre canti d’esilio; Maria Lucia Costa: pianoforte, E. Ligresti: Violino, B. Ispiola: Violoncello, T. Zoccarato: Soprano, in: Ennio Porrino: Musica da Camera per Violino, Cello, Canto e Pianoforte, Montebelluna 1998.
  10. Compact Disc: L’ecclettismo musicale di Ennio Porrino: Sardegna, Nuraghi, Tre Canzoni Italiane, Introduzione da Canne al vento, Capoterra 2006.
  11. Compact Disc (CD 1, primo atto: 48 min.; CD 2, secondo e terzo: 62 min.): Ennio Porrino, I Shardana: Gli uomini dei nuraghi dramma musicale in tre atti; Orchestra Sinfonica e Coro della RAI di Roma, Auditorium del Foro Italico; direzione: Armando La Rosa Parodi. Booklet italiano-tedesco a cura di G. Masala contenente una biografia del compositore cagliaritano a cura della figlia Stefania, un articolo di Felix Karlinger sull’opera lirica I Shardana e il libretto d’opera (anche in lingua tedesca, traduzione di Helge-Nadja Ansorg. Progetto di Collana Sardìnnia (www.sardinnia.it) e Dipartimento di Lingue e Letterature Romanze dell’Università di Stoccarda, 2007, in collaborazione con la Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali.

Giovanni Masala – Felix Karlinger

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