Brevi cenni su vita e opera artistica, a cura di Felix Karlinger e Giovanni Masala
“Sonar per Musici, un concerto per archi e clavicembalo di Ennio Porrino, è stato il lavoro più affascinante del programma, che comprendeva Vivaldi, Mozart e lo stesso Porrino” (The Boston Daily Globe, 16 gennaio 1959)

Ennio Porrino, il più grande compositore sardo e tra i maggiori italiani del Novecento, nasce a Cagliari il 20 gennaio del 1910 da madre sarda, Dolores Onnis, e padre Clemente Porrino, di Arienzo in provincia di Caserta, laureato in Lettere che fece carriera come funzionario statale. La usa prima sede fu a Cagliari all’ufficio del Catasto.
Clemente e Dolores convolarono a nozze nel 1908 e Ennio crebbe come figlio unico, giacché il secondogenito Enrico morì durante il suo primo anno di vita. Dopo i primi due anni trascorsi nella sua isola natia Ennio si trasferì con i genitori nella penisola, a Pisa, dove iniziò a frequentare la scuola e a muovere i suoi primi passi nel campo della musica.
I genitori esaudirono un vecchio desiderio del bambino di sette anni regalandogli un violino. Nessuno pensava ancora a una carriera musicale, al contrario: il giovane doveva prima frequentare il ginnasio ed in seguito l’università, che avrebbe dovuto prepararlo ad una professione simile a quella del padre.
Ma l’entusiasmo dei genitori per l’arte e la letteratura stimolarono in modo decisivo la passione e l’amore del giovane Ennio per la musica e con il loro entusiasmo gli diedero forza e volontà.
Dalla madre ebbe il contatto con la ricchezza del patrimonio melodico sardo, il padre Clemente lo introdusse allo studio della letteratura. Nel 1921 il padre fu trasferito a Pisa e qui il giovane Ennio prese una serie di lezioni di violino e di teoria musicale.
Non si dovette attendere troppo affinché il desiderio e il temperamento artistico di Ennio prendessero il sopravvento. E fu così che i genitori dovettero decidere se fosse meglio rinunciare ai propri progetti e cedere all’inclinazione e al talento del figlio oppure insistere sull’opportunità di un corso di studi in Giurisprudenza.
L’armonia familiare trovò espressione ideale anche nella decisione ormai divenuta improcrastinabile: i genitori si accordarono con il figlio affinché venisse consultato un competente specialista.
Con l’allora appena sedicenne Ennio i genitori si recarono a Lucca per chiedere il parere del direttore del locale Istituto Musicale. Ennio era armato della fiducia in sé stesso, delle sue conoscenze teoriche e del suo violino, e della sua prima composizione! E in questo stupisce già la scelta del soggetto: il giovane cerca nelle Myricae – le liriche latine di Giovanni Pascoli – il suo materiale lirico per la messa in musica (Sera festiva, per canto, violino e pianoforte, La Spezia, 15 ottobre 1925, versi di Giovanni Pascoli).
La decisione è a favore del talento musicale.
La madre accompagnò il figlio a Lucca dove Ennio in pochi mesi di studio frequentò i corsi fondamentali dell’Istituto e superò con successo gli esami giustificando così la sua aspirazione a favore di una formazione musicale più completa. Nel frattempo, il padre ottenne il trasferimento a Roma, città che per la famiglia divenne una seconda patria.
Il celebre conservatorio Santa Cecilia e gli eccellenti compositori che vi insegnavano resero possibile allo studente una formazione completa e precisa.
Tra i suoi insegnanti vi era il rinnovatore della musica strumentale italiana, Ottorino Respighi (1889-1936), di cui Porrino è considerato il miglior allievo. Ancora prima della conclusione dei suoi studi Porrino vinse nel 1931, a fronte di 230 partecipanti, il premio La bella canzone italiana con la sua composizione Traccas (carri sardi trainati dai buoi, lirica per soprano o tenore e orchestra). Traccas fu preceduta da altre composizioni, come alcuni valzer, tanghi e altre canzoni a ballo, già date alle stampe.
Nel 1932 Porrino ottenne il diploma finale di composizione presso il conservatorio romano di Santa Cecilia e nello stesso anno vinse il concorso bandito dall’omonimo conservatorio in occasione del venticinquesimo anniversario dei concerti all’Augusteo con la sua ouverture sinfonica Tartarin de Tarascon, ouverture per grande orchestra, Fiumetto (Lucca) 1932.
Ora il compositore lavorava con passione alla sua prima grande sinfonia, dedicata alla sua terra a cui diede il titolo Sardegna (poema sinfonico per grande orchestra, Roma 1932-33). Nel 1933 la composizione fu conclusa e nel dicembre dello stesso anno fu eseguita la prima a Firenze. Pochi mesi dopo fu eseguita a Roma e nello spazio di due anni l’opera fece il giro dell’Europa; nel 1935 ottenne un successo convincente anche ad Amburgo. Nel mezzo della sua successiva attività creativa ricevette nel 1936 l’incarico di docente di armonia e contrappunto nello stesso Conservatorio di Santa Cecilia di cui egli stesso alcuni anni prima era stato allievo. Nel 1939 passò di ruolo nello stesso conservatorio e nel 1943 gli fu assegnato l’incarico di docente di composizione nel conservatorio napoletano San Pietro a Majella.
L’insegnamento gli permetteva comunque di dedicarsi non solo alle proprie creazioni musicali, ma anche all’attività di musicologo nel cercare in modo particolare risposte in merito a importanti questioni musicali, nonché di ricercatore delle origini musicali della sua terra sarda. Tenne anche conferenze sulla musica popolare e non perse mai di vista il legame esistente tra la prassi musicale, la danza e il teatro popolare.
Nel 1949 Porrino rientrò nuovamente a Roma dove riprese l’attività didattica nel conservatorio Santa Cecilia, e nel 1956 assunse l’incarico di direttore del conservatorio Giovanni Pierluigi da Palestrina, del Teatro e dell’Istituzione dei Concerti nella sua città natale di Cagliari. Già gravato da questa enorme mole di lavoro gli si aggiunse anche la nomina a membro dell’Accademia Musicale di Roma e della Commissione per la Musica all’Unesco.Lo stesso anno, così significativo per la sua attività professionale, lo fu anche per la sua vita privata attraverso il matrimonio con la giovane pittrice Màlgari Onnis, con un cognome sardo come quello della madre di Ennio. La felicità coniugale raggiunse il culmine nel 1957 con la nascita della figlia Stefania.
La fatica fisica e mentale causata dal doppio incarico di Roma e Cagliari e dalle incombenze artistiche anticipavano già dal 1957 le prime ombre: all’apice del successo il compositore è assalito dal presagio della caducità delle cose terrene.
Il suo Testamento Spirituale ne è un segnale eloquente e nel contempo rivelatore della mentalità profondamente cristiana del Porrino e della raggiunta maturità del suo carattere morale (L’Osservatore della Domenica,15 novembre 1959). Benché pervaso da questi pensieri e sentimenti malinconici, e gravato dalla sempre maggiore mole di lavoro causata dalla sua posizione professionale di direttore del conservatorio di Cagliari, Porrino lavorò febbrilmente anche nei due anni che gli rimanevano da vivere.
L’anno 1959 portò con sé successi trionfali, quali la prima assoluta de I Shardana (Gli uomini dei nuraghi, dramma musicale in tre atti) al Teatro San Carlo di Napoli, inviti a concerti in Germania e ulteriori composizioni. Nell’estate Porrino finì di comporre un balletto (La bambola malata fu rappresentato in prima assoluta al Teatro La Fenice di Venezia) e un mottetto (Intacta Mater Numinis, mottetto a 4 voci miste).
Il balletto La bambola malata fu rappresentato in prima assoluta al Teatro La Fenice di Venezia. La domenica successiva il Maestro fece rientro dalla città lagunare a Roma, felice che anche la figlia avesse potuto assistere a un’opera del padre, di salute già cagionevole. Il giorno dopo il medico diagnosticò un’encefalite virale. Subentrò il rapido declino fisico, sopraggiunsero paralisi e perdita della vista. Anche il ricorso a estremi rimedi non poté più mutare il destino e nelle prime ore del 25 settembre 1959 Ennio Porrino morì.
Che questa repentina e precoce fine di una vita, che ancora non aveva raggiunto la sua conclusione naturale, non arrivasse inaspettata, lo mostra il suo Testamento Spirituale. Artisticamente e spiritualmente Porrino era certamente maturo, giacché non solo la sua opera era contrassegnata da uno stile proprio, ma anche la sua personalità era ricca di aspetti caritativi e di premuroso amore per il suo prossimo, pura nella dedizione ai grandi ideali umani e cristiani, matura nel suo carattere.
Per approfondimenti:
www.sardinnia.it – collana fondata e curata da Giovanni Masala e Titus Gast in collaborazione con Helge-Nadja Ansorg e con l’istituto di letterature romanze (Romanische Literaturen II) dell’università di Stoccarda.
Ennio Porrino lascia al mondo musicale 18 composizioni per orchestra e piccola orchestra, 7 composizioni per orchestra e solista, 5 composizioni per orchestra e coro, 34 composizioni per voce e pianoforte, 30 composizioni per complessi da camera, 5 balletti, 4 opere liriche, 7 composizioni per coro, 2 musiche per il teatro in prosa, 3 colonne sonore televisive (tra cui quella per Canne al vento), 18 colonne sonore per il cinema, 45 colonne sonore per documentari. Un patrimonio musicale ancora oggi non del tutto conosciuto.
Le sue composizioni sono state eseguite spessissimo in Sardegna e in Italia ma innumerevoli volte anche all’estero: Berlino, Bruxelles, Atene, Salonicco, Istanbul, Monaco di Baviera, Norimberga, Wiesbaden , Marsiglia, Grenoble, Budapest, Tunisi, Caracas, Dresda, Amburgo, Berna, S. Gallen , New York, Boston, University of Kansas, Florida , Göteborg, Heidelberg, San Francisco, Miami, Moorhead, Barcellona, Remscheid, Varsavia, Cracovia, Cincinnati, Avana, Cluj, Losanna, Praga, Ankara, Menden, Vienna, Klagenfurt, Den Haag, Sumiswald, Chicago, Syracuse, Milwaukee, Birmingham, Erlangen, Lubecca, Lisbona, Caldas, Llangollen, Girors, Stoccolma, Debrecen, Luanda, Zurigo, Lugano , Magonza, Langenthal, Turku, Tampere, Helsinki, North Texas State College, Londra, Liverpool, Glasgow, Edinburgh, Erlangen, Ankara, Bruxelles, Cairo, Alessandria d’Egitto, Toulon, Nimes, Nizza, Aix en Provence, Valencia, Murcia, Granada, Sevilla, Madrid, Málaga, Gibilterra, Tangeri, Casablanca, Meknès, Philippeville, Miranda de Ebro, Albany, Toronto, Columbus, Bremerhaven, Bochum, Dortmund, Francoforte, Amsterdam, Charleston ecc.






