Turismo lento

Dai riflettori del Financial Times e del G20 Spiagge al maxi-investimento da 13 milioni di euro per il cammino di Santa Barbara: così l’isola combatte lo spopolamento attraverso il turismo sostenibile

Il turismo, lo sviluppo territoriale e le dinamiche demografiche della Sardegna stanno vivendo una profonda evoluzione, finendo al centro del dibattito internazionale.

L’isola si trova oggi davanti a un paradosso unico, sospesa tra il mito della longevità e la piaga dello spopolamento.

Se da un lato il prestigioso quotidiano economico britannico Financial Times, nel suo reportage “Long Live Sardinia“, celebra la regione come una delle cinque Blue Zones mondiali per l’eccezionale speranza di vita dei suoi abitanti, dall’altro fotografa la desertificazione dei paesi dell’interno, causata dalla carenza di opportunità per le nuove generazioni.

La risposta a questa crisi demografica ed economica sta arrivando da una radicale transizione verso modelli di sviluppo etici e sostenibili.

Il network del G20 Spiagge (che unisce i principali comuni balneari dell’isola, da Alghero ad Arzachena, fino a San Teodoro) sta ridisegnando il concetto di accoglienza.

L’obiettivo è intercettare la frontiera dei nomadi digitali, trasformando le località costiere e i borghi limitrofi in uffici a cielo aperto per tutto l’anno. Questo flusso di lavoratori ad alto valore aggiunto non cerca il turismo di massa, ma la connessione ad alta velocità, il rispetto degli ecosistemi fragili e una qualità della vita superiore.

Si passa così dal vecchio modello stagionale a una residenzialità temporanea in grado di portare nuova linfa vitale ed economica anche nei mesi freddi.

Foto cammino

In questo scenario di rigenerazione territoriale si inserisce perfettamente il progetto di rilancio del Cammino Minerario di Santa Barbara (CMSB) nel Sud-Ovest dell’isola, un anello di circa 500 chilometri tra Sulcis, Iglesiente e Guspinese che incarna la perfetta fusione tra transizione ecologica, memoria storica e turismo lento.

La firma delle convenzioni e l’avvio operativo dell’Investimento Territoriale Integrato (ITI) — finanziato tramite il PR Sardegna Fesr 2021-2027 e fondi regionali — segnano una svolta epocale per il Sud-Ovest sardo.

Il progetto mette sul piatto esattamente 13.137.711 euro per cambiare il volto della ricettività e della fruibilità dell’antico percorso.

Gli interventi, coordinati dalla Fondazione CMSB guidata dal sindaco di Iglesias, Mauro Usai, in sinergia con la Regione, puntano su pilastri ben precisi: la messa in sicurezza e il miglioramento dei sentieri, l’apertura di varianti geografiche (anche verso il Nord-Ovest), il potenziamento della segnaletica e, soprattutto, il recupero del patrimonio archeologico-minerario dismesso.

Antiche ferrovie decauville, case del mastro, pozzi d’estrazione e villaggi fantasma verranno riconvertiti in strutture ricettive e centri multifunzionali a basso impatto ambientale.

Un’attenzione totale sarà riservata alla digitalizzazione (con app e guide aggiornate) e all’accessibilità universale secondo i principi del Design for All. Perché un cammino, per essere davvero moderno, deve poter accogliere ogni tipologia di viaggiatore.

Per il viaggiatore contemporaneo e per lo smart worker in cerca di ispirazione, il Cammino di Santa Barbara è un’esperienza mistica e antropologica.

Diviso in 30 tappe che ricalcano gli antichi sentieri percorsi dai minatori per recarsi al lavoro o per trasportare il minerale ai porti d’imbarco, il tracciato unisce l’archeologia industriale fenicio-punica, romana e novecentesca a scenari naturali da togliere il fiato.

Si cammina nel silenzio dei boschi del Marganai, si attraversa il deserto di dune di Piscinas, si costeggiano le falesie calcaree di Masua con la vista che spazia sul faraglione di Pan di Zucchero e sullo straordinario porto-galleria di Porto Flavia.

Il 75% del percorso si sviluppa su un fondo di sterrati, carrarecce e vecchie linee ferroviarie dismesse: un paradiso per escursionisti, amanti del trekking e cicloturisti che cercano una Sardegna autentica, lontana dai cliché del turismo balneare mordi-e-fuggi.

La vera scommessa dei 13 milioni di euro, speculare alle strategie sollevate dal G20 Spiagge, risiede nella destagionalizzazione e nella coesione sociale. Il turismo lento non conosce il formato “solo ad agosto”.

I camminatori e i residenti temporanei viaggiano in primavera, in autunno, persino in inverno, portando micro-economia nei piccoli comuni dell’interno, dove gli alberghi diffusi, le locande e i B&B diventano presidi di resistenza demografica.

Chi sceglie la Sardegna oggi non cerca il lusso artificiale, ma l’autenticità: la storia raccontata dagli ex minatori dell’Associazione Pozzo Sella (da cui nacque l’idea del cammino), il cibo a chilometro zero che garantisce la longevità celebrata all’estero, il forte senso di comunità.

Con questo maxi-investimento, la Sardegna non valorizza solo dei sentieri, ma brevetta un nuovo modello di sviluppo etico. La terra che un tempo estraeva piombo e zinco dal sottosuolo, oggi estrae bellezza, benessere e futuro, dimostrando alla stampa internazionale che lo spopolamento si può combattere offrendo al mondo una nuova filosofia di vita.


Cristina Oggiano

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