“L’uomo dagli occhi tristi” di Piergiorgio Pulixi- Edizioni Rizzoli – Agosto 2025.
Con questo nuovo lavoro, Pulixi ci propone un ulteriore volume de “I canti del male”, l’ottavo, nel quale tornano in scena Strega e la sua Squadra.
Per essere precisi le protagoniste di questa storia sono le ispettrici Mara Rais ed Eva Croce mentre gli altri personaggi (Pavan, Pontecorvo e lo stesso Strega) hanno, volutamente, meno spazio rispetto al solito.
Si tratta di un thriller avvincente e coinvolgente che quasi ci obbliga a non interrompere la lettura sino all’ultima pagina.
Come capita sempre più spesso, in una sorta di “missione“ (per la quale non gli saremo mai abbastanza grati), Pulixi approfitta dei suoi splendidi noir per far conoscere ai lettori (oramai si può dire di tutto il mondo, visto che è pubblicato in oltre venti nazioni) la nostra Sardegna, ambientando le storie di volta in volta in località diverse che descrive con rara maestria suscitando la curiosità di chi lo legge ad andare a vedere con i propri occhi.
La trama ci porta in Ogliastra, regione geografica della Sardegna, nel paese di Saruxi che, pur essendo inventato, ci fa intravedere le peculiarità di tutti i paesi della zona. Lo scenario è quello paradisiaco di un paesino che sembra disegnato: ordine urbano, fiori in ogni angolo, pace e serenità. Un lago dalle acque cristalline, incastonato tra i monti in una natura selvaggia, attorniato da fitti boschi secolari che creano una cornice fantastica allo svolgersi delle azioni.
Un posto dove tutti pare stiano bene e non abbiano problemi.
Ma è davvero tutto come sembra o la verità è un’altra? Quanto è apparenza e quanto realtà?

Questo contesto idilliaco viene improvvisamente spezzato dal ritrovamento del cadavere di Michelangelo Esu, un ragazzino di diciassette anni, bellissimo, con una vita apparentemente normale che però nasconde molte zone d’ombra.
Perché il cadavere è vestito e truccato da donna?
E perché è a bordo di un motoscafo (di proprietà di Daniele Enna, ex sindaco di Saruxi, ora consigliere regionale e uomo delle lobby dell’energia verde) che galleggia al centro del lago?
Dietro le quinte della vita, di tutti, a Saruxi, c’è un intreccio legato alla green economy, pannelli fotovoltaici e pale eoliche, ma anche alla politica e alle mafie.
Per questo, delle indagini, sono state incaricate loro, pur essendo “fuori giurisdizione”, con un mandato ben preciso: scoprire il colpevole prima possibile senza agitare le acque per non turbare, più del necessario, lo status quo!
Le due ispettrici però si accorgono presto che la nebbia che sale dal lago è pregna di mistero e peccato e pervade luoghi e abitanti del paese e ogni loro domanda rischia, sempre più, di invischiarle e farle sprofondare nel buio.
La storia, pur rivelandosi un perfetto amalgama tra giallo, thriller e noir, rischia di passare in secondo piano rispetto all’analisi profonda dei personaggi (arte nella quale Pulixi fa sfoggio di tutta la sua bravura) con cui l’autore ci mette di fronte alla complessità del rapporto madre/figlio che rischia di stravolgere Mara Rais ed Eva Croce proprio nel loro ruolo di madri in aggiunta a quello di colleghe (minato da qualcuno che continua a tramare contro di loro!) e le costringerà oltre che ad una introspezione profonda anche a una revisione dirimente dei loro rapporti interpersonali segnando un punto che determinerà, inevitabilmente, un prima e un dopo.
Per concludere direi che, come sta capitando negli ultimi libri di Pulixi, l’autore chiude qualche porta, ma ne apre delle altre tra le quali c’è sempre qualche sliding door che si affaccia su nuovi inquietanti scenari.
Non ci resta che aspettare il prossimo romanzo.
Gigi Patteri






