La canzone come libertà

Gabriele Priolo e l’amore giallo: l’arte della canzone come libertà

È stato un amico caro e geniale a parlarmi di Gabriele Priolo, della sua arte. Avevamo fatto un patto, tra noi niente consigli per gli acquisti, a meno che non ne valesse la pena. Incuriosita da lui, ho ascoltato diversi brani del cantautore ligure e, per intero, L’amore giallo, album del 2023.

Vale la pena ascoltare questo cantautore e questo disco?
La risposta dipende da voi, più che dall’artista o dall’opera. Da ciò che cercate in un album musicale e in un artista.


A proposito, cosa cercate ancora nella canzone d’autore?
Un passato glorioso da ricordare, da mitizzare forse, ma pur sempre andato? Chi sono per voi i cantautori? Residui cadaverici di un tempo che non si vuole lasciare andare, che ci si porta dentro, come memoria individuale e collettiva, ma che non è più vivo e creativo?

Io nella canzone d’autore cercavo e cerco ancora la bellezza e il senso.
Un universo personale che si dischiude, facendosi parola e musica.

Cerco la letteratura che è nella vita e la vita che è nella letteratura.
Lo stupore dei versi, delle armonie e delle voci, strumento tra gli strumenti. Chi ancora si adopera per restituire alle Muse la loro arte, sottraendola alla tirannide del Mercato, alla ferocia rassegnata delle sue leggi.



Per questo ho apprezzato Priolo, artista non addomesticato, visionario e raffinato. Radicato nella storia della canzone d’autore, senza esserne prigioniero, come chi attinge, dialoga, porta avanti.

L’amore giallo, ultimo suo lavoro in ordine di tempo, attraversa temi e suggestioni musicali che, nello sguardo penetrante dell’artista, diventano qualcosa di inattuale e perciò stesso ancora vivo. Questo disco, che intreccia memoria familiare, riflessione sull’arte e ricerca poetica, appartiene al futuro più che al passato. Un futuro che al momento forse fatichiamo a immaginare, nel quale gli artisti e i linguaggi non vengono ammansiti e resi innocui, ma sono capaci di seminare ancora alterità, bellezza e libertà.

L’album si compone di otto brani, che si presentano come altrettante scene pittoriche, ispirate all’opera e alla figura del prozio dell’artista, il pittore paesaggista Gigi Comolli. Si presenta come una vera e propria galleria di idee, personaggi, luoghi e stagioni. Ha un taglio letterario e pittorico, evocando scene e visioni nelle quali contenitore e contenuto si corrispondono pienamente.

L’amore giallo è poesia che porta in cielo, mentre àncora a terra.
Il dialetto milanese dona una musicalità ironica, secca, malinconica e tagliente, aggiungendo verità ai brani. Non è un vezzo o la riproposizione di uno schema cantautorale, ma l’esigenza di ambientare l’album nella Milano di inizio Novecento e insieme la consapevolezza che ogni suggestione ha la propria lingua, senza la quale cessa di essere tale.

Che cos’è l’amore e qual è il suo colore? Chiedetelo agli artisti, ai pittori e ai poeti, a chi nell’arte porta dentro la vita e le passioni, per provare a dar loro una forma e una tonalità.
Alla fine, sembra di conoscerlo un po’, il pittore che ha ispirato Priolo, così come il suo occhio sulle nature morte, sulle campagne milanesi, sul mondo.

Ci sono contenuti musicali che nessun algoritmo vi suggerirà. Quelli che vale la pena cercare da sé o a cui si approda su suggerimento umano, in tutte le possibili accezioni del termine. Uno di questi è L’amore giallo.

Lo consiglio a chi appartiene alla mia specie, fatta di esseri umani multidimensionali.
A chi non si arrende al ruolo di consumatore superficiale e iperattivo che gli viene assegnato dall’inconsistenza dei tempi.

A chi sa ancora immergersi nell’ascolto e lasciar vagare la mente e il cuore, godendosi l’arte che nasce dall’arte, il miracolo della poesia in musica.

Pasqualina Traccis

Note biografiche dell’autore

Gabriele Priolo vive fra Rapallo e Genova.
Dopo l’incontro con il chitarrista Armando Corsi, nel luglio 2014 pubblica il suo primo lavoro, “Giuseppe degli spiriti”, un concept sulla figura di Giuseppe Balsamo, più conosciuto come conte Cagliostro; un mese dopo è invitato dal Club Tenco a presentare l’album eseguendo tre brani solo chitarra e voce.
Nel settembre 2015 esce “Occidente”.
Nel novembre 2018 esce il terzo album di Gabriele Priolo intitolato “Poetry”: presentato nelle stanze di Palazzo Ducale a Genova, suscita apprezzamenti per la sua particolare tessitura musicale e letteraria. Alcuni versi tratti dalla canzone “Genova (una sinfonia)” e due poesie “L’acquasola” e “Addio di Carignano”, sono pubblicati nel 2019 sull’antologia “Genova omaggio in versi” per i tipi di Bertone Editore.
Il 01 aprile 2020 la rivista “Satisfiction” pubblica uno scritto del poeta e cantautore Oliviero Malaspina su Gabriele Priolo intitolato “Retrospettiva Genova: Oliviero Malaspina racconta Gabriele Priolo”.
Dopo un’attesa durata quattro anni, l’08 aprile 2022 esce il quarto album dell’artista, “La prigione dei
pupazzi”. Fra gli articoli più rilevanti:

  • sul n. 33 – aprile 2022 di “Vinile” è stata pubblicata la recensione a firma del poeta e critico musicale Alberto Marchetti;
  • il 04 maggio 2022 è stata pubblicata la recensione sul sito specializzato “L’isola della musica italiana” a firma Maria Macchia, autrice anche di un approfondito articolo sull’apparato iconografico dell’album;
  • sul n. 577 della rivista on-line “Blogfoolk”, Marco Sonaglia ha recensito il lavoro includendolo fra i 10 migliori album del 2022;
  • il 06 gennaio 2023 Michele Neri ha inserito “La prigione dei pupazzi” nella playlist del Dizionario
    “Cantautori e Cantautrici del nuovo millennio” uscito il 09 gennaio 2023 per Iacobelli Editore;
  • il 01 febbraio 2023 Massimo Max Giuliani ha recensito l’album per “FreeZone” di Gianni Zuretti.
    Il 16 maggio 2023 esce il quinto album “L’amore giallo” (PedroRecords).
    In concomitanza con l’uscita de “L’amore giallo” su tutte le piattaforme digitali, il 15/05/2023 Oliviero Malaspina, poeta e cantautore, intervista Gabriele Priolo nell’ambito della trasmissione “La voce della musica”
  • il 19 giugno 2023 sul blog specializzato Free Zone del critico musicale Gianni Zuretti è stata pubblicata la recensione di Massimo Max Giuliani;
  • il 05 luglio 2023 sul sito specializzato “L’isola della musica italiana”, diretto da Francesco Paracchini è stata pubblicata un’analisi dell’album firmata da Maria Macchia;
  • sul numero di luglio 2023 della rivista “Vinile” diretta da Michele Neri è stata pubblicata la recensione de “L’ amore giallo” a firma del critico e poeta Alberto Marchetti.

Gabriele Priolo con il brano “L’Usellin” tratto dall’album “L’amore giallo” è stato fra i cinque finalisti del Premio Gianmaria Testa 2023/24 nell’ambito del 44° Premio Letterario Internazionale “Città di Moncalieri”. La premiazione si è svolta presso il Teatro Superga di Nichelino (TO) il 10 marzo 2024.

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